LA
STORIA
Il
"Piccolo Teatro di Terracina" è costituito da elementi che,
pur provenendo da esperienze diverse, oggi si riuniscono sotto il nome
della più antica compagnia filodrammatica della nostra città., ed è
un onore ed un onere essere i custodi di questa antica griffe. Ma se si
vuole continuare una tradizione bisogna saper guardare altrove e
rinnovarsi. Eduardo divideva gli attori in: artisti, attori propriamente
detti, e "cape toste"; ebbene, l'incontro con
la Federazione Italiana
del Teatro Amatoriale è stato per noi determinante perché ci ha fatto
conoscere e confrontare con nuove realtà del panorama nazionale, cosa
che non può che far crescere persino delle "cape toste" -
appunto - come noi. Esordiamo nella FIT A nel 2000 portando in scena
"La strana coppia" di Neil Simon rappresentandone la versione
al femminile, ed è con sorpresa e piacere che raccogliamo consensi
soprattutto fuori dalla nostra città, seguendo così la regola di non
essere, o esserlo poco, profeti in patria. Segue la fortunatissima messa
in scena di "Uomo e galantuomo" di Eduardo che ancora oggi
rappresentiamo con successo, e seguendo lo stesso filone, abbiamo in
seguito rappresentato "Filumena Maturano" dello stesso
autore, tuttora in repertorio. Questo nostro impegno ci fa spesso
incontrare chi è meno fortunato, infatti non di rado dedichiamo dei
momenti alla solidarietà mettendoci a disposizione, di volta in volta,
delle varie associazioni di volontariato o di situazioni particolari a
cui siamo felici di dare il nostro modestissimo contributo.
Riconoscimenti di tipo artistico ce ne sono stati, ma non ci piace e,
credo, non interessi a nessuno che vengano menzionati; invece quelle
della solidarietà sono medaglie che ci
piace esibire ma solo ed esclusivamente per invitare, e spronare a fare
lo stesso che, tutto sommato, non è per niente una fatica. Molte delle
nostre energie vengono spese per la promozione del teatro nella nostra
città, organizzando festival e rassegne, e sostenendo tutte quelle
iniziative che possono portare i nostri concittadini ad apprezzare
questa forma d'arte. Chi ce lo fa fare? ...E chi lo sa!! Dopo tanti anni
non riusciamo a darci una risposta plausibile. Recitare ci piace e
l'applauso ci ripaga di tutto! Che cosa non farebbe un attore ( e anche
una "capa tosta" ) pur di stare in scena! Forse aveva ragione
Silvio D'Amico nella sua definizione...
"L'attore è colui che ad un funerale vorrebbe essere il morto!“